giovedì 18 febbraio 2016

RECENSIONE • LA NOTTE CHE HO DIPINTO IL CIELO | ESTELLE LAURE

Bentornati cari lettori... Con immenso piacere oggi voglio parlarvi de La notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure, un libro intenso, piacevole, emozionante. Un romanzo breve ma di impatto, di quelli che lasciano il segno, che ti entrano dentro come una persona... In poche parole, un libro con la L maiuscola! 

 photo e08d2ba6-ca3c-45ee-887a-3f8b6ca21ca5_zpsvxcsnwwz.jpgLA NOTTE CHE HO DIPINTO IL CIELO
Estelle Laure
                                                                                                                                              

TRADUTTORI: Giovanna Scocchera
ANNO PRIMA EDIZIONE: 2016
NUMERO PAGINE: 
278
EDITORE: 
DeAgostini 
PREZZO: 
14,90 €
VOTO: ★★★★★
                                                                                                                                              

TRAMA:
Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo. Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi...




ESTELLE LAURE

Estelle Laure è laureata in discipline dello spettacolo e si è specializzata in scrittura creativa per bambini e ragazzi al Vermont College of Fine Arts. Grande appassionata di Kurt Vonnegut, crede nell'amore, nella magia e nella capacità di affrontare le verità scomode. Vive a Taos, nel New Mexico, con i suoi due figli. La notte che ho dipinto il cielo è il suo sorprendente romanzo d'esordio.

                                                                                                                                                                                                            

 RECENSIONE


Non bastano le parole per descrivere questo libro, quello che lascia e quello che porta via con se quando ormai hai finito l'ultima pagina. Una storia emozionante, che ti catapulta un mondo di emozioni, di pensieri, di confessioni. Un mondo fatto di realtà e descritto in maniera sublime, dolce, toccante. 
“Com'è possibile che una minuscola e anonima stella diventi il tuo Sole?”
La voce narrante è quella di Lucille. Lei ha 17 anni e da un giorno all'altro, si ritrova ad essere donna, con tutte le responsabilità che questo comporta. Suo padre è crollato, ha avuto un attimo di pazzia che ha mandato la sua famiglia in rotoli. Viene chiuso in un centro psichico. La madre dopo il duro colpo è crollata anche lei, lasciando Lucille e la piccola Wrenny sole. Una vacanza aveva detto, solo due settimane e tornerò a casa, speranza che è andata a svanire nella mente di Lucille quando, quattordici giorni, si sono trasformati in mesi.
“A volte, penso mentre entro nel bagno pieno di vapore come uno zombie stordito, ci sono cose lente che succedono in fretta e tu non riesci a cogliere l'attimo, non riesci a capire se è stato qualcosa di importante, se è stato reale oppure te lo sei solo immaginato. È già accaduto, passato.”
E' così che Lucille si trova costretta ad assumere un ruolo che non le appartiene, quello da adulta. Si trova catapultata nelle responsabilità, nel dover pagare le bollette, nel doversi trovare assolutamente un lavoro, si trova costretta a chiedere aiuto. A tappare i buchi di una famiglia che è caduta a pezzi. Si ritrova a camminare sui cocci di una casa che non da più calore. E poi c'è lei,Wrenny, la sua sorellina, con quegli occhi che osservano ogni movimento e quelle orecchie che sentono più di quel che dovrebbe sentire una bambina di nove anni. E lei non può deluderla, è tutto ciò che resta della sua famiglia, anzi della sua strana famiglia. 
“Fiducia. Cosa significa, veramente? Quando ti fidi di qualcuno è come consegnargli il coltello con cui poterti pugnalare. Questo lo so per certo.”
Questa storia è amore puro. Incontriamo tanti tipi di amore, l'amore tra due sorelle, l'amore tra due amiche, l'amore romantico, l'amore per solidarietà. Una storia toccante, che colpisce dritto all'anima, scavando dentro di te pensieri ed emozioni che ti fanno girare la testa in maniera inconsapevole.
“Non ho mai pensato che le cose potessero cambiare. Non sapevo ancora che tutto cambia, sempre. E’ una legge dell'universo. Vorrei che qualcuno me l’avesse detto.”
Lucille ci porta nel suo mondo fatto di colori, un viaggio nel presente e nel passato, con tutte le sfumature che ne conseguono. La vediamo bambina che gioca spensierata, la vediamo adolescente innamorata, la vediamo amica e donna, ma la vediamo anche crollare. Crollare per un mondo che la sta sgretolando, che le porta via le persone, che la costringe a portare una maschera che non vuole indossare, che la obbliga a camminare a piedi nudi sui cocci degli errori dei genitori. Una storia di forza e sentimenti, di paura e gioia. 
“La maggior parte delle persone passa la vita a vacillare. Non si concedono mai di cadere, neanche di provarci. Vanno avanti a fare quello che pensano di dover fare. Non cercano mai di scoprire qual'è la loro vera natura, perché significherebbe tirare fuori un coraggio che molti non hanno.”
L'autrice ci mette davanti la forza che scaturisce in noi un sentimento, la paura di perdere chi ami, il desiderio di perdonare uno sbaglio, la felicità di non essere mai soli. Questo romanzo è un vortice di parole che restano impresse nella mente per giorni, un libro che ti scuote con la forza dei piccoli gesti. 
“I segreti sono una brutta cosa. Ce li hanno tutti, credo. O comunque tutti hanno qualcosa di sé che non voglio dire, che non sono pronti a raccontare. Certe cose rimangono speciali se restano intime. Altre, invece, se continui a tenertele dentro marciscono.”
L'amore in questo libro viene sottolineato nell'ingenuità di Wren, nei suoi occhi che vedono troppo per avere dieci anni, nel suo fingersi felice. In sua sorella che cerca di farla felice in tutti i modi possibili, che per non farsela portare via riesce a gestire scuola, lavoro, responsabilità, che cerca di non farle mancare niente per non veder appassire quel sorriso.
“Tutte le cose veramente malvagie nascono un atto innocente.”
Assurdo pensare che fra le righe di un libro di 300 pagine ci sia un universo. Proprio come il personaggio di Lucille, questo libro è pieno di sfumature, di contrasti. Troviamo La protagonista in guerra con se stessa, cerca di andare avanti da sola ma ha bisogno di aiuto, decide che chi ti abbandona non merita più fiducia ma nonostante tutto vorrebbe perdonare i suoi genitori. Un mondo fatto di dolcezza e riflessioni che alleggeriscono il cuore.
“I ricordi scivolano via, se non trovi il tempo e il modo di farli restare.”
Una storia di amicizia, di tenacia, di dolore, di sacrificio, senza mai cadere nel patetico, che ti lascia quel senso di leggerezza che resta nel cuore. Un libro straconsigliato.

Buona lettura!

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