mercoledì 24 febbraio 2016

RECENSIONE • VERTIGINE | SOPHIE JOMAIN

Buonasera lettori!!! Questi giorni sto trovando meno tempo per leggere però riesco a finire i libri molto velocemente! Oggi voglio parlarvi di Vertigine di Sophie Jomain, un bel libro, scorrevole, trama che rispecchia molto Twilight ma che comunque riesce a crearsi il suo spazio.

 photo 0507ea6b-661c-4a35-a62d-09eb5b03d294_zpsqjy1rg01.jpgVERTIGINE
Sophie Jomain
                                                                                                                                      

TRADUTTORI: Paola Checcoli
ANNO PRIMA EDIZIONE: 2016
NUMERO PAGINE: 
359
EDITORE: LainYa
 
PREZZO: 
13,50 €

VOTO: ★★★☆☆
                                                                                                                         

TRAMA:
All'alba dei diciotto anni, Hannah è semplicemente furiosa all'idea di lasciare Parigi per trascorrere un'altra vacanza estiva a Wick, la piccola cittadina a nord della Scozia dove vive la nonna. Per una ragazza della sua età, abituata alla frenesia della metropoli, non esiste posto più noioso. A risollevarle il morale, per fortuna, ci sono le vecchie amicizie ma anche le nuove conoscenze, fra cui il misterioso Leith, dalla bellezza statuaria e dal fascino irresistibile. Non importa se su di lui circolano strane voci: l'attrazione è immediata, reciproca e incontenibile. Per Hannah sembra che stia iniziando la storia d'amore che tutte le ragazze sognano, ma ogni fiaba che si rispetti ha il suo lato oscuro, e quella della giovane si sta per trasformare in un incubo. Fra antichi racconti e creature straordinarie, sullo sfondo del suggestivo paesaggio delle lande scozzesi e delle coste del Mare del Nord, Vertigine coinvolge il lettore in una storia avvincente che soffia sul fuoco del mito, facendo divampare le fiamme della leggenda della passione. Una trama emozionante unita a una scrittura ipnotica che vibra della scoperta del primo amore sul filo incredibile della magia. Perché le fiabe a volte sono più reali di quanto pensiamo.


SOPHIE JOMAIN 

Nata nel 1975 a Villefranche-sur-Saone, autrice di fantasy e non solo, a oggi ha pubblicato dodici romanzi. Ha raggiunto la fama grazie alla saga Le stelle di Noss Head, di cui Vertigine è il primo episodio. 

Serie Le stelle di Noss Head
#1 Vertigine
#2 Rivalità
#3 Evento
#4 Origine 1
#5 Origine 2

                                                                                                                                                                                                            

 RECENSIONE

Che dire di questo libro, l'ho trovato leggero, scorrevole, fresco. La lettura è piacevole e si legge in poche ore. A dire la verità da come si era presentato mi aspettavo qualcosa di più. Ora vi spiego i motivi.

Il personaggio principale è  Hannah, ragazza parigina, che è costretta dai genitori a trascorrere le vacanze a Wick, in Scozia, dalla nonna che lei ama ma visto che i suoi diciotto anni sono vicini, l'idea di festeggiarli in assenza delle sue amiche e della sua vita cittadina la turba. Inizialmente la vacanza parte al rallentatore ma pian piano si rivela la più bella della sua vita. Una ragazza che non ha mai avuto interesse nel fidanzarsi proprio in questa occasione si dovrà ricredere, il destino infatti ha messo sul suo cammino Leith un affascinante ragazzo con cui scatta subito un'attrazione reciproca.

Leith è presentato come il classico ragazzo perfetto fisicamente e dal profilo misterioso, il classico ragazzo che nella sua semplicità nasconde un enorme segreto.

Tutto scorre in maniera abbastanza fluida e leggera, ma ho trovato che i personaggi sono stati poco valorizzati, non è stato dato un giusto approfondimento a nessun personaggio e a parer mio era necessario.
"Non permetterò che ti succeda nulla, capisci? Darò la mia anima per proteggerti. Darò la mia vita per te. Sei il mio respiro, il mio ossigeno, la mia energia. Fai scorrere il fuoco nelle mie vene."
La trama è originale, anche il mondo che crea l'autrice è innovativo, intrigante, un mondo fatto di lupi mannari, con tutte le loro razze e la loro storia. Ma anche qui ho trovato che tutto scorre in maniera superficiale come del resto tutto il romanzo,  semplice e scorrevole, quando si poteva fare molto di più visto che le idee ci sono.

Quello che non ho apprezzato è stato che a tanti argomenti non viene dato il giusto peso, anzi scorrono decisamente veloci. I dialoghi spesso sono ripetitivi, la storia si concentra soprattutto sull'amore dei due protagonisti. La Joiman aveva un potenziale tra le mani che non ha saputo sfruttare: sarebbe bastato fermarsi un momento, elaborare gli eventi, indagare sui propri personaggi e permettergli di mostrarsi ai suoi lettori come li aveva immaginati, invece Vertigine rimane molto sul superficiale. La Jomain non è riuscita a scavare a fondo e a far emergere lo spessore di Hannah e di Leith e questo è un vero peccato.

Un peccato che delude ancora di più se si pensa che la base da cui è partita poteva portare ad un grande successo: l'idea utilizzata per creare l'elemento soprannaturale era davvero buona e poteva e doveva essere esaltata di più.

L'autrice ha avuto ottime idee che purtroppo non sono uscite fuori.

Sicuramente le ambientazioni hanno dato un grande aiuto al romanzo, il paesino di Wick, le isole Orcadi e Iverness. La Scozia è affascinante e rende il tutto più magico e accattivante salvando gran parte del romanzo con le ambientazioni. 

Il libro è autoconclusivo, infatti non c'è un finale che ti lascia con il fiato sospeso, nonostante questo sono sicura che continuerò la lettura perché il libro l'ho letto comunque con piacere.

Buona lettura!!


lunedì 22 febbraio 2016

RECENSIONE • IO PRIMA DI TE | JOJO MOYES

Buonasera miei carissimi lettori! Finalmente sono riuscita a trovare un po di tempo per parlarvi di Io prima di te di Jojo Moyes! Bellssimo libro, ben scritto, dalle emozioni forti. Ho pianto e ancora piango se ci penso. Lo sconsiglio a chi come me è troppo sensibile. A me ha devastato ma nonostante questo si merita il massimo dei complimenti. È un libro che ti entra dentro violentemente e in maniera profonda ti scava l'anima.

 photo d2df9a8f-22b5-4ebd-9945-cc0c89f13290_zpsgevmf9ob.jpgIO PRIMA DI TE
Jojo Moyes
                                                                                                                                      

TRADUTTORI: Maria Carla Dallavalle
ANNO PRIMA EDIZIONE: 2012
NUMERO PAGINE: 390
EDITORE: Mondadori 
PREZZO: 13,00 €
VOTO: ★★★★★
                                                                                                                                      

TRAMA:
A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui no si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l'ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.



JOJO MOYES

Jojo Moyes (1969) è nata e cresciuta a Londra. Scrittrice e giornalista, ha lavorato all'Indipendent per dieci anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle più affermate scrittrici in Inghilterra e i suoi romanzi sono sempre in cima alle classifiche. Silver Bay, Luna di miele a Parigi e Io prima di te hanno riscosso grande successo di critica e pubblico anche in Italia.

Duologia Io prima di te
#1 Io prima di te
#2 After you

                                                                                                                                                                                                          



 RECENSIONE

Premetto che ho preso questo libro perché lo vedevo un po' ovunque ma in genere non leggo le trame e le recensioni per non rovinarmi il gusto della lettura. Così ho deciso di prenderlo senza sapere che tesoro avessi tra le mani, soprattutto perché ero innamorata della copertina (che adesso riflettendoci ha un significato più che preciso).
"La cosa curiosa dell'essere catapultati in una vita completamente nuova è che sei costretto a rivedere l'idea di te stesso. O di come potresti apparire agli occhi degli altri."
Nemmeno inizio a leggerlo che già avevo capito di che pasta era fatto, infatti il libro comincia con un giovane ragazzo, Will, che mentre attraversa la strada viene investito. In queste poche pagine il ragazzo ci viene descritto come un uomo pieno di impegni, dedito al lavoro, ha una ragazza e sta economicamente nel lusso.

Poi passa a presentarci Louisa, ragazza di 27 anni che ha perso il lavoro e dopo vari tentativi andati male, trova impiego come aiutante di un uomo disabile. È qui che il loro destino si incrocia, cambiando per sempre le loro vite.
"Non riuscivo a vedere la sua bocca, ma nei suoi occhi apparve una leggera nota di allegria. Volevo che restassero così. Volevo che fosse felice, che dal suo viso sparisse quell'espressione tormentata e diffidente. Chiacchierai a vanvera. Raccontai barzellette. Iniziai a canticchiare a bocca chiusa. Qualsiasi cosa, pur di prolungare quel momento prima che Will si incupisse di nuovo."
Will dopo l'incidente è tetraplegico, paralizzato completamente dal torace in giù, compreso di spalle e braccia, riesce a muovere solo le mani. Questo lui non può accettarlo, e si chiude in se stesso, ricordando una vita vissuta in pieno, ricca di avventure, viaggi, sport e donne. 

Quando irrompe Louisa nella sua vita, tutto sembra tornare al suo posto, Will ricomincia a ridere, ricomincia ad avere un motivo per vivere, per essere felice. Ma questo non basta per riavere la sua dignità, la dignità che gli è stata strappata da un giorno all'altro, che ha trasformato la sua vitalità in un castigo, che gli ha strappato la libertà inchiodandolo su una sedia a rotelle. Lui vuole porre fine a questa sofferenza, stanco di sperare e soffrire per una vita che ha già deciso la sua condanna.

Louisa farà di tutto per convincere Will che la sua vita ha ancora mille motivi per essere vissuta, ma l'amore è anche accettazione, è capire le esigenze della persona amata e lasciargli la possibilità di scegliere, garantirgli la libertà di decidere. 
"Volevo restare così per sempre. Sbirciai Will. Era estasiato, come se all'improvviso si fosse lasciato andare. Mi voltai, inaspettatamente timorosa di guardarlo. Avevo paura di ciò che poteva sentire, la gravità della sua perdita, la portata delle sue paure. Fino a quel momento l'esistenza di Will Traynor era stata di gran lunga più ricca di esperienze della mia. Chi ero io per dirgli come doveva desiderare di viverla?"
In sei mesi Louisa cambia la vita di Will gli regala emozioni, gli concede opportunità e lui farà lo stesso con lei, spronandola a vivere uscendo dal suo guscio, facendole capire che la vita va vissuta a pieno, senza la paura di avere rimpianti, le fa capire che deve tentare e non lasciarsi intrappolare dai limiti della sua mente.

Un amore nato da un destino avverso, un amore sussurrato tra una giornata storta e dolorosa e una giornata di allegria e risate, un amore vissuto tra una dependance e un letto di ospedale, un amore che con i piccoli gesti smuove le montagne. Insieme questi due protagonisti sono un travolgente stato d'animo, ti fanno sognare, sperare, pregare.
"Il suo corpo era solamente una componente dell'intero pacchetto, una cosa da affrontare a intervalli regolari, prima di tornare alle chiacchiere. Credo che fosse diventata la parte meno interessante di Will."
Non so se voi lo abbiate letto o meno, ma io sono rimasta particolarmente segnata per la fine di questo romanzo. Mi ha fatto star male e ancora, mentre scrivo la recensione mi vengono i brividi. È difficile trovare un libro con un impatto emotivo così alto, che ti tocca l'anima e ti fa spaccare il cuore in mille pezzi.

Credo che quando si arriva ad emozionarsi così tanto, l'autore ha toccato in pieno le corde della tua sensibilità, ha toccato quel preciso punto che ti scatena un'emozione così forte da devastarti, ha scavato nel tuo cuore con la sua penna.

Ho iniziato a leggere il libro completamente ignara di quello che poteva scatenarmi dentro, appena ho intuito il tema profondo che tocca ho deciso di godermi ogni pagina, ogni capitolo, ogni istante leggendolo nel silenzio, nel silenzio che merita una storia come questa. C'ero io, Will e Louisa, nient'altro.

Ammetto che ho pianto come se non ci fosse un domani, non sono ancora riuscita ad aprire un altro libro, quasi infastidita che i personaggi non siano più loro, quasi in lutto per questa storia. Perché questa storia merita il ragionamento quando viene conclusa. Perché ha aperto la mia mente, perché mi ha suscitato emozioni, perché mi ha fatto sentire viva, perché mi ha ricordato che posso ancora emozionarmi con un libro tra le mani e fare dei personaggi persone reali.
"Radere Will era un'esperienza curiosamente intima. Man mano che continuavo, mi rendevo conto che avevo dato per scontato che la sua sedia a rotelle avrebbe costituito una barriera, che la sua disabilità avrebbe impedito l'insinuarsi di qualsiasi tipo di implicazione sessuale. Stranamente non stava andando così. Era impossibile restare così vicino a qualcuno, sentire la sua pelle tendersi sotto i tuoi polpastrelli, respirare il suo respiro e avere il suo viso a pochi centimetri dal tuo senza sentirsi un po' destabilizzati Quando arrivai all'altro orecchio, avevo già cominciato a sentirmi a disagio, come se avessi oltrepassato una barriera invisibile."
Una storia commovente, che ti turba, che ti fa riflettere e capire. Quando ho chiuso il libro sentivo di non essermi mai accorta della realtà che vive chi ogni giorno è costretto su una sedia a rotelle, e di quanto questo dolore coinvolga tutti quelli che li circondano.

Un tema straziante, che per quanto possa essere forte e di impatto è degno di essere scritto, sono stata felice di riuscire a viverlo tramite questa autrice, che ci fa immergere in una dimensione in cui non ci eravamo mai affacciati del tutto. Qui invece riusciamo a capire la sofferenza e il dolore che si nasconde dietro a una tragedia come questa. Riusciamo a capire l'amore che lega due persone, che non è fatto di bellezza fisica ma di chimica, perché è questo che legherà per sempre Will e Louisa, la chimica, che li ha colpiti dal primo all'ultimo giorno, e da quel giorno non hanno smesso mai di aiutarsi.

Un libro meraviglioso, unico, travolgente. Non bastano le parole per descriverlo. Spero di trovare ancora capolavori del genere, che mi entrano dentro come uragani sconvolgendo la mia vita anche se per poche ore, ma lasciando un segno indelebile per sempre.

Massimo dei voti per questa opera d'arte! 

Che dire!? Leggetelo e preparate i fazzoletti!

giovedì 18 febbraio 2016

RECENSIONE • LA NOTTE CHE HO DIPINTO IL CIELO | ESTELLE LAURE

Bentornati cari lettori... Con immenso piacere oggi voglio parlarvi de La notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure, un libro intenso, piacevole, emozionante. Un romanzo breve ma di impatto, di quelli che lasciano il segno, che ti entrano dentro come una persona... In poche parole, un libro con la L maiuscola! 

 photo e08d2ba6-ca3c-45ee-887a-3f8b6ca21ca5_zpsvxcsnwwz.jpgLA NOTTE CHE HO DIPINTO IL CIELO
Estelle Laure
                                                                                                                                              

TRADUTTORI: Giovanna Scocchera
ANNO PRIMA EDIZIONE: 2016
NUMERO PAGINE: 
278
EDITORE: 
DeAgostini 
PREZZO: 
14,90 €
VOTO: ★★★★★
                                                                                                                                              

TRAMA:
Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo. Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi...




ESTELLE LAURE

Estelle Laure è laureata in discipline dello spettacolo e si è specializzata in scrittura creativa per bambini e ragazzi al Vermont College of Fine Arts. Grande appassionata di Kurt Vonnegut, crede nell'amore, nella magia e nella capacità di affrontare le verità scomode. Vive a Taos, nel New Mexico, con i suoi due figli. La notte che ho dipinto il cielo è il suo sorprendente romanzo d'esordio.

                                                                                                                                                                                                            

 RECENSIONE


Non bastano le parole per descrivere questo libro, quello che lascia e quello che porta via con se quando ormai hai finito l'ultima pagina. Una storia emozionante, che ti catapulta un mondo di emozioni, di pensieri, di confessioni. Un mondo fatto di realtà e descritto in maniera sublime, dolce, toccante. 
“Com'è possibile che una minuscola e anonima stella diventi il tuo Sole?”
La voce narrante è quella di Lucille. Lei ha 17 anni e da un giorno all'altro, si ritrova ad essere donna, con tutte le responsabilità che questo comporta. Suo padre è crollato, ha avuto un attimo di pazzia che ha mandato la sua famiglia in rotoli. Viene chiuso in un centro psichico. La madre dopo il duro colpo è crollata anche lei, lasciando Lucille e la piccola Wrenny sole. Una vacanza aveva detto, solo due settimane e tornerò a casa, speranza che è andata a svanire nella mente di Lucille quando, quattordici giorni, si sono trasformati in mesi.
“A volte, penso mentre entro nel bagno pieno di vapore come uno zombie stordito, ci sono cose lente che succedono in fretta e tu non riesci a cogliere l'attimo, non riesci a capire se è stato qualcosa di importante, se è stato reale oppure te lo sei solo immaginato. È già accaduto, passato.”
E' così che Lucille si trova costretta ad assumere un ruolo che non le appartiene, quello da adulta. Si trova catapultata nelle responsabilità, nel dover pagare le bollette, nel doversi trovare assolutamente un lavoro, si trova costretta a chiedere aiuto. A tappare i buchi di una famiglia che è caduta a pezzi. Si ritrova a camminare sui cocci di una casa che non da più calore. E poi c'è lei,Wrenny, la sua sorellina, con quegli occhi che osservano ogni movimento e quelle orecchie che sentono più di quel che dovrebbe sentire una bambina di nove anni. E lei non può deluderla, è tutto ciò che resta della sua famiglia, anzi della sua strana famiglia. 
“Fiducia. Cosa significa, veramente? Quando ti fidi di qualcuno è come consegnargli il coltello con cui poterti pugnalare. Questo lo so per certo.”
Questa storia è amore puro. Incontriamo tanti tipi di amore, l'amore tra due sorelle, l'amore tra due amiche, l'amore romantico, l'amore per solidarietà. Una storia toccante, che colpisce dritto all'anima, scavando dentro di te pensieri ed emozioni che ti fanno girare la testa in maniera inconsapevole.
“Non ho mai pensato che le cose potessero cambiare. Non sapevo ancora che tutto cambia, sempre. E’ una legge dell'universo. Vorrei che qualcuno me l’avesse detto.”
Lucille ci porta nel suo mondo fatto di colori, un viaggio nel presente e nel passato, con tutte le sfumature che ne conseguono. La vediamo bambina che gioca spensierata, la vediamo adolescente innamorata, la vediamo amica e donna, ma la vediamo anche crollare. Crollare per un mondo che la sta sgretolando, che le porta via le persone, che la costringe a portare una maschera che non vuole indossare, che la obbliga a camminare a piedi nudi sui cocci degli errori dei genitori. Una storia di forza e sentimenti, di paura e gioia. 
“La maggior parte delle persone passa la vita a vacillare. Non si concedono mai di cadere, neanche di provarci. Vanno avanti a fare quello che pensano di dover fare. Non cercano mai di scoprire qual'è la loro vera natura, perché significherebbe tirare fuori un coraggio che molti non hanno.”
L'autrice ci mette davanti la forza che scaturisce in noi un sentimento, la paura di perdere chi ami, il desiderio di perdonare uno sbaglio, la felicità di non essere mai soli. Questo romanzo è un vortice di parole che restano impresse nella mente per giorni, un libro che ti scuote con la forza dei piccoli gesti. 
“I segreti sono una brutta cosa. Ce li hanno tutti, credo. O comunque tutti hanno qualcosa di sé che non voglio dire, che non sono pronti a raccontare. Certe cose rimangono speciali se restano intime. Altre, invece, se continui a tenertele dentro marciscono.”
L'amore in questo libro viene sottolineato nell'ingenuità di Wren, nei suoi occhi che vedono troppo per avere dieci anni, nel suo fingersi felice. In sua sorella che cerca di farla felice in tutti i modi possibili, che per non farsela portare via riesce a gestire scuola, lavoro, responsabilità, che cerca di non farle mancare niente per non veder appassire quel sorriso.
“Tutte le cose veramente malvagie nascono un atto innocente.”
Assurdo pensare che fra le righe di un libro di 300 pagine ci sia un universo. Proprio come il personaggio di Lucille, questo libro è pieno di sfumature, di contrasti. Troviamo La protagonista in guerra con se stessa, cerca di andare avanti da sola ma ha bisogno di aiuto, decide che chi ti abbandona non merita più fiducia ma nonostante tutto vorrebbe perdonare i suoi genitori. Un mondo fatto di dolcezza e riflessioni che alleggeriscono il cuore.
“I ricordi scivolano via, se non trovi il tempo e il modo di farli restare.”
Una storia di amicizia, di tenacia, di dolore, di sacrificio, senza mai cadere nel patetico, che ti lascia quel senso di leggerezza che resta nel cuore. Un libro straconsigliato.

Buona lettura!

lunedì 15 febbraio 2016

RECENSIONE • LA LIBRERIA DEI DESIDERI | CLAIRE ASHBY

Ciao a tutti!!! Oggi voglio parlarvi de La libreria dei desideri di Claire Ashby, libro dalla trama originale ma che mi ha un po' delusa, ora vi spiegherò il perchè!

 photo ebe98c51-79b6-4b09-bb47-40ec2d6067d4_zps79mganit.jpgLA LIBRERIA DEI DESIDERI
Claire Ashby
                                                                                                                                              

TRADUTTORI: Clara Serretta
ANNO PRIMA EDIZIONE: 
2016
NUMERO PAGINE: 
346
EDITORE: 
Newton Compton 
PREZZO: 
12,00 €

VOTO: ★★★☆☆
                                                                                                                                              

TRAMA:
Meg Michaels, giovane proprietaria di una libreria, si sta leccando ancora le ferite per aver chiuso, una dopo l’altra, due storie con due uomini sbagliati. Durante una festa a casa di amici conosce Theo Taylor, un medico dell’esercito in congedo, che per puro caso scopre il suo segreto: Meg è incinta. Theo è stato ferito in guerra e sembra un tipo scontroso e orgoglioso, ma nasconde in realtà un lato dolce, discreto e premuroso. Tra i due, giorno dopo giorno, nasce un legame strano, fatto di dettagli e confessioni, di comprensione… e di una straordinaria attrazione fisica che coglie entrambi di sorpresa. Tra uno scaffale da riordinare, una pila di bestseller da spolverare e una vita che nasce, Meg sarà capace di darsi di nuovo la possibilità di essere felice?



CLAIRE ASHBY 

Claire Ashby autrice bestseller del «New York Times», è nata e cresciuta ad Atlanta. Quando non legge o scrive, le piace guardare documentari su storie di sopravvissuti a esperienze estreme, o fare lunghe passeggiate dopo il tramonto. La libreria dei desideri è il suo romanzo d’esordio.

                                                                                                                                                                                                            

 RECENSIONE

Eccoci qui! Intanto voglio dirvi che appena ho visto questo libro e la sua meravigliosa copertina, me ne sono innamorata! Oltretutto è riportata la frase "Il romanzo perfetto per gli amanti dei libri" quindi ho pensato, si è il mio! Ma a dire la verità mi aspettavo di più perché da come è stato presentato ho creduto che fosse molto concentrato sui libri quando non è così.

La protagonista è Meg, ragazza di ventiquattro anni che è rimasta incinta dell'uomo sbagliato dopo una serie di storie finite male. Rimasta sola trova conforto dalla sua migliore amica Ellie e dalla sua famiglia, fino a quando non incontra un affascinante ragazzo, Theo. Lui, tornato dalla guerra, porta con se i traumi fisici e psicologici che tale esperienza comporta. Theo infatti ha la parte sinistra del corpo devastata da una bomba che gli ha causato la perdita della gamba.

Nonostante questo, Meg prova un'immediata attrazione fisica verso il ragazzo, tanto che dopo il loro incontro, lei non fa altro che pensare a lui che, proprio come lei, è attratto in maniera più che evidente. Tra i due nasce subito un feeling che li porterà in poco tempo a non poter far più a meno l'uno dell'altra.

Come ogni storia d'amore che si rispetti anche loro hanno alti e bassi e le persone che li circondano non rendono certo facile il loro rapporto, già abbastanza complicato dalle loro situazioni personali.

I personaggi secondari sono tutti descritti bene, anzi fanno parte del romanzo tanto quanto i due protagonisti, infatti conosciamo perfettamente le loro vite, legate indissolubilmente alla vita di Meg e Theo.
"Ogni superficie disponibile ospitava dei libri. Mio nonno vedeva se stesso come colui che apriva ai viaggiatori le porte degli infiniti percorsi che si possono trovare in una storia. Pensava che gestire una libreria fosse un onore sacro e una responsabilità."
Il libro scorre veloce, la scrittura è fresca e leggera, non si perde in troppi particolari, anche se spesso mi ha annoiata. La storia è molto prevedibile e non mi ha suscitato voglia di leggerlo, anzi devo dire che l'ho finito solo perché non mi piace lasciare i libri a metà. 

La trama è originale solo perché non sono i classici protagonisti, ma se devo dire che mi hanno lasciato un segno, questo no di sicuro. Secondo me si poteva fare di più con due personaggi così originali.
"Per me un libro aveva il potere di cambiare il corso della mia vita, almeno mentre sprofondavo tra le sue pagine."
Lei nella maggior parte del romanzo si fa duemila problemi, è frustrata dall'abbandono della madre, che lei nemmeno ricorda, e questo pesa su tutto il romanzo e su tutti i suoi comportamenti. Lui soffre fisicamente ma per far star bene lei, lo nasconde continuamente. Questo lato di Theo mi ha emozionata e mi ha fatto pensare a una situazione che è realtà anche se, purtroppo, non se ne sente mai parlare.
"Sapevo che una bomba esplosa sul ciglio della strada lo aveva strappato dalla vita che voleva e consegnato a un mondo che invece non gli apparteneva, e mi meravigliavo di come riuscisse a gestire una tragedia simile. O forse non ci riusciva."
Quello che mi ha portato a non amare questo libro è stato anche il finale, per me decisamente assurdo, ed è l'unico momento in cui la libreria ha avuto un ruolo importante, perché per il resto la libreria è stata solo il luogo di lavoro di Meg e del fratello.

Non mancano i momenti sensuali, descritti abbastanza bene, viene sottolineato il senso della famiglia e dell'amicizia, del sacrificio e dell'amore incondizionato.

Ho apprezzato tanto il tema della guerra, e di come effettivamente può cambiare un uomo, la sua mentalità, il suo corpo, la sua vita. Il sacrificio che si nasconde dietro un sorriso, la sofferenza che non si vuole mostrare, la forza di andare avanti, di accettare i cambiamenti per quanto possono essere duri. Il personaggio che ho amato di più infatti è stato proprio Theo, che è tra i due, quello con più personalità.
"Sono andato a pattugliare le strade di Baghdad per poi ritrovarmi a essere un estraneo nel mio stesso Paese. Sono tornato a combattere in Afghanistan perchè se non ci fossi andato avrei avuto la sensazione di sfuggire a una responsabilità. Tutto qui mi sembrava senza senso. Laggiù potevo fare davvero la differenza. Il giorno dell'incidente non ho perso solo la gamba. Ho perso anche la vita che conoscevo. La vita che pensavo di volere. Ma quando sono tornato a casa ho trovato te. Tu mi fai venir voglia di essere una persona migliore."
Un altro tema importante che ho apprezzato è stato sicuramente che Meg, la protagonista, è incinta. Claire Ashby ci mette davanti a una realtà spesso sottovalutata, e di quanto sia difficile per una ragazza, portare avanti una gravidanza da sola.

Consiglio questo libro a chi non vuole impegnare troppo la mente, ma vuole comunque leggere un bel romanzo, fatto di dolcezza, maternità e anche dolore

Buona lettura!

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